Parodontologia

Parodontite o Piorrea?

Ultimamente sempre più persone manifestano i sintomi e i disturbi tipici della piorrea. Ma di cosa si tratta? Che differenza c’è tra la piorrea e la parodontite? Sono la stessa cosa? Vediamo insieme di approfondire la tematica e fare chiarezza su uno dei disturbi maggiormente diffusi tra la popolazione italiana (ne soffre circa il 40 % degli adulti).


La parodontite: di cosa si tratta?

La parodontite, comunemente denominata piorrea, è un’infiammazione batterica di tutti i tessuti che sostengono il dente, denominati parodonto (osso alveolare, cemento radicolare, gengiva e legamento parodontale). Sono tutti i tessuti che determinano il sostegno dell’elemento dentale.
Nella terminologia medico scientifica il suffisso -ite indica un’infiammazione del tessuto o dell’organo a cui si riferisce il termine.
In pratica, si tratta di una risposta infiammatoria che l’organismo mette in atto in caso di una grave infezione batterica. 
La parodontite, se non viene adeguatamente curata e fermata, può causare anche la progressiva perdita dell’elemento dentale.
Recenti studi hanno messo in relazione il manifestarsi dell’infiammazione con l’esistenza di altre patologie sistemiche, come ad esempio le malattie cardiovascolari, il diabete e l’aterosclerosi. Secondo la ricerca, i batteri della piorrea, provocherebbero una batteriemia, che penetra nel circolo ematico, attraverso i capillari gengivali, diventando concausa di altre patologie. Quindi curando i denti possiamo evitare malattie molto più gravi e dannose per la salute.

Quali sono le principali cause della parodontite?

L’infiammazione parodontale è il risultato di vari fattori, come ad esempio:

  1. una scarsa igiene orale;
  2. la mancanza di un’adeguata prevenzione;
  3. una predisposizione genetica;
  4. un sistema immunitario debole;
  5. il diabete mellito;
  6. l’assenza di controlli periodici.

Tutto ciò non fa altro che aumentare l’accumulo della placca sui denti, che cristallizzandosi si trasforma automaticamente in tartaro. Quest’ultimo causa lo scatenarsi dell’infiammazione, se non viene rimosso in tempo.
Un altro fattore considerevole, da non sottovalutare, è un inadeguato stile di vita, per cui: il fumo, l’alcool, gli zuccheri, lo stress, possono facilitare la formazione di tartaro e quindi l’insorgere dell’infiammazione.  
La branca che si occupa della prevenzione, della diagnosi e della cura di tale disturbo prende il nome di parodontologia.

Perché le gengive si infiammano?

La gengivite è il primo stadio reversibile della parodontite. Le gengive, infiammate, appaiono:
- rosse
- gonfie
- doloranti
- maggiormente sensibili
- sanguinanti
In questa prima fase del processo infiammatorio, i segni sono reversibili in seguito alla rimozione della placca. Quest’ultima, se non rimossa adeguatamente, favorisce la discesa dei batteri nella profondità della tasca gengivale, dove l’assenza di ossigeno aumenta lo sviluppo delle specie anaerobiche, molto più aggressive delle precedenti.

In questi casi, è bene seguire i suggerimenti del paradontologo per non incorrere in situazioni particolarmente gravi.

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